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6 Agosto, 2026 alle 10:05 in risposta a: OM non si avvia dopo l’aggiornamento al kernel 6.18.38 #34753
Silvan
KeymasterL’UUID in fstab (
639ed944-...) coincide esattamente con ilroot=UUID=di tutte le voci grub, comprese quelle per 6.18.38. Quindi il problema non è un disallineamento fstab/grub, il riferimento è corretto.È da controverificare che comunque l’errore all’avvio si riferisca esattamente all’UUID 639ed944-0cd9-4bad-9b25-d77739d27c77, ovvero non ad esempio all’UUID della partizione /home, in tal caso il problema sarebbe altro.
Questo fa pensare a un problema di driver: il kernel 6.18.38 (o il suo initramfs) probabilmente non riesce a rilevare il disco/controller prima di montare /. Prossimo passo, prova a:
1) Trovare quale driver serve per il disco di root (dal kernel funzionante):
sudo journalctl -k -b -1 | grep -iE 'ahci|nvme|scsi|virtio_blk'
(il -b -1 prende il boot precedente; se nel frattempo hai già riavviato con 6.18.33, usa -b 0 oppure omettilo)Una volta identificato il driver si può anche fare una ricerca nel Changelog del kernel per eventuali regression introdotte upstream.
2) Verificare se quel modulo è incluso nell’initramfs 6.18.38 rigenerato:
lsinitrd -m /boot/initramfs-6.18.38-1mamba-x86_64.img | grep -iE 'ahci|nvme|scsi|virtio_blk'3) Confrontarlo con quello che sicuramente c’è nella 33:
lsinitrd -m /boot/initramfs-6.18.33-2mamba-x86_64.img | grep -iE 'ahci|nvme|scsi|virtio_blk'Se il modulo manca nella 38, il problema è a monte: o il pacchetto kernel-modules per 6.18.38 non lo include, o dracut in hostonly non lo rileva (es. disco su USB/dock, o driver caricato solo da initrd precedente). In tal caso puoi provare a rigenerare forzando l’inclusione esplicita:
dracut -H -f --add-drivers "" /boot/initramfs-6.18.38-1mamba-x86_64.img 6.18.38-1mamba-x86_646 Agosto, 2026 alle 00:06 in risposta a: OM non si avvia dopo l’aggiornamento al kernel 6.18.38 #34749Silvan
KeymasterPer proseguire con la richiesta di supporto si ritiene utile oppure necessario conoscere i codici UUID degli storage visti dal sistema. Ciò è possibile copiando l’output fornito dai seguenti comandi:
grep -i uuid /etc/fstabsudo grep -E 'menuentry|root=UUID' /boot/grub/grub.cfgsudo bikid | grep -i uuidQuesti andranno confrontati con il codice completo che fa parte del messaggio di avvio citato
warning: /dev/disk/by-uuld/…… does not exist..Qualora non risultassero stranezze negli UUID tra i vari files e messaggi, il problema potrebbe risiedere nella mancanza del driver dello storage nell’initramfs del kernel più recente, questo potrebbe però più essere imputabile al fallimento della modalità host-only (-H) di dracut piuttosto che al fatto che tra il kernel 6.18.33 e 6.18.38 possa essere cambiato qualcosa a questo livello.
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Questa risposta è stata modificata 1 week fa da
Silvan.
5 Agosto, 2026 alle 10:58 in risposta a: OM non si avvia dopo l’aggiornamento al kernel 6.18.38 #34747Silvan
KeymasterIl fatto che il comando non restituisca alcun output è il risultato atteso.
4 Agosto, 2026 alle 13:59 in risposta a: OM non si avvia dopo l’aggiornamento al kernel 6.18.38 #34744Silvan
Keymastersudo
dracut -H -f /boot/initramfs-6.18.38-1mamba-x86_64.img 6.18.38-1mamba-x86_64-
Questa risposta è stata modificata 1 week, 2 days fa da
Silvan.
4 Agosto, 2026 alle 12:12 in risposta a: OM non si avvia dopo l’aggiornamento al kernel 6.18.38 #34741Silvan
KeymasterIl kernel 6.18.33 è disponibile dal 17 luglio tuttavia qui non ci sono riferimenti temporali per poter fare deduzioni utili riguardo all’insorgenza del problema.
Sembra di capire che il kernel 6.18.38 non si avvii neanche dopo aver premuto CTRL-D (sebbene venga riportato solo un warning, però il titolo è “OM non va”).
Sembra invece più certo che l’avvio avvenga correttamente selezionando la versione di kernel 6.18.33 disponibile nel menù di avvio di Grub.
Dopo aver avviato quindi con il kernel 6.18.33 suggerisco di provare a ricreare l’initramfs per il kernel più recente con il seguente comando:
dracut -H -f /boot/initramfs-6.18.38-1mamba-x86_64.img 6.18.38-1mamba-x86_64-
Questa risposta è stata modificata 1 week, 2 days fa da
Silvan.
Silvan
KeymasterCiao e benvenuto. Quando vuoi scrivi pure riguardo all’integrazione del tuo progetto DnfDrake in openmamba.
Silvan
KeymasterGrazie per il riscontro. Ciao.
Silvan
KeymasterIl comando suggerito era una fix rapida di alcuni giorni fa che non è più valida in quanto è stata rilasciata nel repository base di openmamba la versione di pipewire con la correzione del problema. Tale versione è 1.6.5-3mamba.
Il sistema deve essere completamente aggiornato.
Se il sistema è aggiornato allora al momento c’è da prendere in considerazione un problema che si sta verificando soltanto sulla tua installazione.-
Questa risposta è stata modificata 2 months, 3 weeks fa da
Silvan.
Silvan
KeymasterCiao,
il problema risulta causato dall’aggiornamento di pipewire alla versione 1.6.5.
Al momento consiglio di ripristinare il normale funzionamento dell’audio eseguendo il seguente comando da una finestra di terminale:
sudo dnf downgrade pipewire --refreshSilvan
KeymasterL’eseguibile di
amulesi chiamaamule, non sto verificando se in una versione precedente si chiamasseamule-binma oltre a non essere stato aggiornato di recente, l’esecuzione dalla relativa voce del menà delle applicazioni risulta correttamente funzionante.
Che cos’èdiscovery? Se si intendediscoveresiste ed è il tool di installazione e aggiornamento predefinito nell’ambiente KDE Plasma ed il binario eseguibile si chiamaplasma-discover.Silvan
KeymasterCiao,
sembra che le icone siano installate senza i permessi di lettura. Sto preparando una nuova release del pacchetto firefox per correggere. Grazie per la segnalazione.22 Febbraio, 2026 alle 21:13 in risposta a: piccoli problemi con nuova iso openmamba livedvd rolling #34697Silvan
KeymasterCiao!
Il primo è che in home ci sono solo le dir Desktop Download Downloads (queste due quando si apre firefox). Mancano le “classiche” Immagini Documenti Musica,ecc. Qua la soluzione è semplice: un bel mkdir e crei le cartelle che ti servono.
Dovrebbe da ora essere corretto dall’aggiornamento di
xdg-user-dirsche abilita il servizio utente che crea queste cartelle.Il secondo è che non si riesce ad utilizzare la voce decorazioni delle finestre. Scarico una nuova ma non appare nella schermata delle impostazioni di sistema-decorazione delle finestre. La cartella /home/utente/.local/share/aurorae/themes è stata creata con il nuovo tema ma questo non è visto dal sistema. Allora ho provato a riscaricare il tema scelto (scarica nuovo).
…
Con una veloce ricerca in rete ho scoperto che bisogna installare il package aurora dopodichè è tutto ok!Grazie per aver trovato e condiviso la soluzione. Il pacchetto
auroraverrà installato come aggiornamento e sarà preinstallato nelle prossime snapshot dei supporti live.Già che ci sono ho una piccola richiesta: è possibile installare inxi? E’ un programma che mi piace molto…
Ho creato il pacchetto
inxie dovrebbe essere già disponibile per l’installazione.Silvan
KeymasterCiao,
sto preparando un aggiornamento correttivo del problema, almeno secondo i miei test. Puoi anticipare questa correzione eseguendo da terminale:
sudo dnf install bubblewrapSilvan
KeymasterCiao,
non ci sono attualmente risposte specifiche alla domanda su come contribuire al progetto.openmamba ha le caratteristiche di una distribuzione Linux e quindi idealmente sono richieste tutte le attività normalmente inerenti questo tipo di progetto.
Prendendo in considerazione gli aspetti tecnici è necessario ad esempio produrre pacchetti software integrati in modo da fornire un sistema operativo funzionante negli ambiti previsti dal progetto (principalmente Desktop, secondariamente server o ambienti rootfs) e che sia modulare attraverso l’installazione di pacchetti. La produzione di pacchetti per una distribuzione Linux richiede conoscenze tecniche più o meno elevate ma anche disponibilità temporale per il mantenimento di quanto prodotto e la coerenza nelle caratteristiche e stili applicati ai file di specifiche. Altre distribuzioni ben organizzate forniscono documentazione con linee guida che però su openmamba non ci sono ed allora l’unico modo è di studiare lo status-quo ed agire coerentemente quando si producono i propri contributi.
Un altro ambito in cui gli utenti possono contribuire, sia volontariamente che involontariamente, è il testing. Il testing involontario è forse l’unica forma di contributo esterno che openmamba riceve recentemente e consiste nel fatto che gli utenti che usano openmamba segnalino di aver riscontrato problemi specifici. In questi casi viene fornito supporto che sia utile per l’utente ma dal punto di vista di openmamba tale operazione ha rappresentato un contributo per il miglioramento del sistema e di quanto troveranno i successivi utenti. Il testing potrebbe anche esserve volontario, ad esempio rendendosi disponibile ad effettuare verifiche di corretto funzionamento dei supporti live che vengono aggiornati e pubblicati con base mensile.
Chi contribuisce ad un progetto open source dovrebbe anche avere chiare quali siano le motivazioni. Dal punto di vista di chi sviluppa e mantiene openmamba un contributo dovrebbe essere utile a migliorare un ecosistema globale di software libero per l’interesse di tutta la collettività globale oltre che un’opportunità di imparare ed aumentare le proprie conoscenze su questo mondo, che poi potrebbero avere utilità anche in possibili sbocchi professionali. Escluderei invece come motivazioni il fatto di ottenere riconoscimenti, apprezzamenti e guadagni diretti perché non è il caso, soprattutto in un progetto di nicchia come openmamba.
Alcuni contributi, di qualunque tipo siano, arrivano spontaneamente, chi produce il contributo è consapevole delle proprie conoscenze, capacita e volontà e tempo disponibile e si propone di studiare e produrre autonomamente un proprio specifico contributo. Come manutentore di questo progetto non ho l’impostazione per chiedere un “curriculum” per analizzare e collocare un candidato come farebbe un ufficio personale di un’azienda. Chi vuole contribuire secondo me potrebbe individuare un’esigenza, proporsi di attivarsi per colmarla ed eventualmente interagire se l’interesse sia di integrare il proprio lavoro negli ambiti “ufficiali” di openmamba.
In questo mondo, vedo ad esempio la comunità di sviluppo del kernel Linux o di KDE Plasma, difficilmente qualcuno ha la disponibilità di qualcun’altro (né vuole averla) per aspettarsi che faccia cose o che possa ricevere dei compiti, ognuno si auto candida: impara da solo a fare cose e poi le propone per l’integrazione e accettazione a chi mantiene, si discute cosa vada bene e cosa vada modificato.
Come manutentore di openmamba rimango sempre disponibile a fornire informazioni specifiche che riguardino come sono certe cose specifiche del progetto openmamba. Essendo openmamba una distribuzione Linux come altre mille, il 99% delle cose sono conoscenza collettiva e distribuita ed in questo senso ci si aspetta che chi contribuisca sia in grado di documentarsi ed imparare da solo.
Silvan
KeymasterBuongiorno,
cercare di capire come possa essere supportata la retroilluminazione della tastiera si può fare raccogliendo informazioni ed effettuando dei test sull’hardware specifico.
In prima analisi, poiché nel post non è specificato, andrebbe verificato che il supporto di basso livello per la gestione della retroilluminazione sia disponibile, il che corrisponde a verificare l’esistenza del file di tipo sysfs/sys/class/leds/smc::kbd_backlight/brightness. In caso di dubbi su come fare questa verifica posso consigliare di eseguire il seguente comando e di riportare qui l’output al fine di agevolare l’eventuale avanzamento di questa richiesta di supporto:
ls /sys/class/ledsÈ anche utile verificare che i moduli del kernel coinvolti nella gestione della retroilluminazione su Macbook Apple siano caricati, dovrebbero essere
applesmcehid_apple. Questo si può di nuovo verificare ed eventualmente riportare in un commento di risposta eseguendo il seguente comando, sempre da una finestra di terminale:
lsmod |grep appleIn particolare il modulo
hid_appledovrebbe configurare i tasti funzione anche per il controllo di retroilluminazione. Nel pacchettomacbook-tools(il cui target era però il modello Macbook Pro del 2006) tale modulo veniva configurato con:
options hid_apple fnmode=2ma si potrebbero verificare le opzioni di caricamento di questo modulo al fine di verificare se vadano impostate diversamente per il Macbook Air del 2012. Tuttavia questa è un indicazione di massima che lascia a chi scrive avere o recuperare la conoscenza su come utilizzarla per provare a risolvere il problema o che eventualmente si potrà prendere in considerazione in prossimi commenti di questo post dopo aver però constatato che le verifiche di basso livello di cui sopra corrispondano intanto con quanto atteso.
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Questa risposta è stata modificata 11 months, 1 week fa da
Silvan.
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Questa risposta è stata modificata 1 week fa da
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